Gli esportatori posso attestare l’origine preferenziale del prodotto mediante la richiesta di emissione del certificato EUR.1 oppure mediante la dichiarazione su fattura per esportazioni di valore inferiore a 6.000 euro.

Esclusivamente agli esportatori autorizzati è consentita la dichiarazione su fattura per valori superiori a 6.000,00. Lo status di esportatore autorizzato è quindi un beneficio che permette all’operatore di poter attestare l’origine preferenziale direttamente sulla fattura indipendentemente dal valore della merce esportata.

Come previsto dagli artt. 90 e 117 delle Disposizione di attuazione del Codice (Reg. Cee 2454/93, di seguito DAC) e dagli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea con i paesi terzi “le autorità doganali della Comunità possono autorizzare qualsiasi esportatore (…) che effettui frequenti esportazioni (…), a compilare dichiarazioni su fattura indipendentemente dal valore dei prodotti in questione. L’esportatore che richiede tale autorizzazione deve offrire alle Autorità doganali soddisfacenti garanzie per l’accertamento del carattere originario dei prodotti”.

I due requisiti necessari per ottenere tale autorizzazione pertanto sono:
1. Effettuazione di frequenti esportazioni
2. Offrire garanzie soddisfacenti per l’accertamento del carattere originario dei prodotti.

Per quanto concerne il primo requisito l’Agenzia delle Dogane richiede che l’operatore effettui, con una certa regolarità, esportazioni verso il paese extracomunitario accordista, mentre non è necessario che lo stesso effettui numerose esportazioni nell’arco dell’anno solare.
Per quanto riguarda il secondo requisito, l’operatore deve garantire all’autorità doganale di essere a conoscenza della normativa relativa all’origine preferenziale, e di applicarla correttamente ai propri prodotti oggetto di esportazione. Pertanto deve essere in grado di provare, in qualsiasi momento, il carattere originario della merce da esportare.

Competente al rilascio del suddetto “Status” è la Direzione Regionale nella quale la Ditta ha la propria sede amministrativa. La società può altresì chiedere l’estensione di detto status alle sedi secondarie alla medesima Direzione Regionale, che la rilascerà, previa verifica del rispetto dei requisiti sopra elencati in tali sedi, che viene effettuata dall’Ufficio delle Dogane competente per territorio.

Una volta presentata l’istanza, l’Ufficio delle Dogane competente per territorio effettua una verifica presso l’azienda per accertarsi che i requisiti sopra menzionati siano rispettati, verificando le garanzie che la società richiedente lo status offre in merito alla determinazione del carattere originario dei prodotti,
in particolare:

  • la corretta classificazione ai fini doganali dei prodotti oggetto di valutazione (assegnazione della voce doganale)
  • la verifica della regola di origine relativa al prodotto così come classificato al punto 1 all’interno dei protocolli di origine degli accordi di commercio preferenziale
  • la richiesta e conservazione delle dichiarazioni di origine preferenziale rilasciate dai fornitori ai sensi del regolamento 1207/2001
  • la corretta applicazione della regola di origine
  • la verifica dell’effettuazione di lavorazioni superiori alle c.d. “lavorazioni minime” sempre insufficienti a conferire l’origine.

La valutazione della frequenza nelle esportazioni costituisce un criterio più facilmente misurabile, in quanto è sufficiente in tal senso una verifica delle fatture attive emesse verso la destinazione per la quale è richiesto lo status e delle dichiarazioni doganali ad esse associate per quantificare il numero di esportazioni effettuate e di conseguenza il rispetto del criterio.

Qualora la società rispetti i requisiti richiesti dalla normativa, l’Agenzia delle Dogane conferisce alla stessa lo Status di esportatore autorizzato, assegnando un codice di autorizzazione alfanumerico, che dovrà essere apposto sulle fatture nelle quali si attesta l’origine preferenziale delle merci ivi riportate.

Esportatore Autorizzato